Il Tirreno · Massa

Carabinieri anche per la salute con il progetto CardioSecurity

Tutti i militari dell’Arma verranno formati all’uso del DAE. Alla Caserma Plava di Massa presentato il percorso di cardio-formazione «La benemerita», nell’ambito del progetto CardioSecurity Italia.

Presentazione del progetto CardioSecurity in caserma: ufficiale dei Carabinieri, medici e un defibrillatore DAE sul tavolo
Presentazione del progetto in caserma (foto Cuffaro)

Un altro passo nella prevenzione: «Cardio Security Italia», progetto di formazione e sensibilizzazione sull’uso dei DAE (defibrillatori semiautomatici), partito da un’idea di Fabio Costantino Scirocco, medico specialista in malattie dell’apparato cardiovascolare presso l’Azienda USL Toscana Nord Ovest, continua a coinvolgere realtà sempre più istituzionali.

Alla Caserma Plava dei Carabinieri a Massa, alla presenza del comandante, il colonnello Alessandro Dominici, e di Carlo Manfredi, Presidente dell’Ordine Medici di Massa-Carrara, è stato presentato il progetto di cardio-formazione «La benemerita», destinato a tutti i militari dell’Arma che prestano servizio in Provincia: al termine del percorso otterranno l’abilitazione all’uso dei defibrillatori portatili (DAE).

Il tema è stato introdotto da un video promozionale realizzato da Riccardo Dalle Luche e Pierpaolo Poggi e sono stati proiettati gli interventi dei primi testimonial, tra cui Lorenzo Musetti, Giorgio Panariello e Alice Mariani, figure destinate a rafforzare il messaggio come fattore moltiplicatore.

«Abbiamo subito accettato la proposta del dottor Costantino, oltretutto fornita in modo gratuito grazie ai volontari dell’Associazione Nicco Testini, perché i Carabinieri sono i primi ad arrivare sul posto quando viene segnalata un’emergenza, e la loro funzione sociale (“Divisa Amica”) è giocare un ruolo attivo nella tutela dei cittadini anche in termini di sicurezza e salute. Inoltre, essendo una formazione a livello provinciale, risulta più facile organizzarla e gestirla in breve tempo».

— Colonnello Alessandro Dominici

«Lo scopo di questo progetto — per il quale ho creato il neologismo cardio security — è creare una comunità consapevole e attiva, dove ogni cittadino può diventare protagonista nella salvaguardia della salute pubblica. Cominciare proprio dalle Istituzioni credo sia il miglior punto di partenza. “Più formi più salvi” o “Siamo noi la storia” sono mottos che ben definiscono il ruolo fondamentale che ogni cittadino può e deve svolgere in una società moderna: essere in grado di salvare vite».

— Dott. Fabio Costantino

I numeri e la prospettiva normativa

In Italia circa 180 persone al giorno hanno un arresto cardiaco — in media una ogni 8 minuti — e il 50% dei pazienti che ha avuto un infarto muore prima di raggiungere l’ospedale. In Parlamento sta maturando la legge che lega il rilascio e il rinnovo della patente al superamento del corso di BLSD e disostruzione delle vie aeree. Costantino annuncia inoltre la fondazione dell’associazione no profit Nicola Costantino, in memoria del padre, con l’obiettivo di promuovere iniziative nel campo delle emergenze cardiache e di spingere per una diffusione capillare dei DAE in punti strategici su tutto il territorio nazionale.

Formare anche i più giovani

Manfredi sottolinea che occorre informare e formare soprattutto i giovani, sin dalla più tenera età, «perché già alla scuola primaria i bambini potrebbero essere in grado di mettere in atto manovre salvavita. È importante anche la qualità della vita del paziente, perché spesso un infarto, se non uccide, può invalidare la persona: ed è tutto evitabile con la tempestività del primo soccorso. Questo costituirebbe anche un vantaggio per le finanze della ASL a lungo termine».